E anche per i banchieri più potenti del mondo venne il giorno di subire
Vedere otto tra i banchieri più potenti del mondo seduti a subire frasi come "restituite i soldi prima di lasciare la città", è uno spettacolo per cui molti pagherebbero il biglietto. Grazie alle scelte di queste persone la normale fase recessiva tipica di ogni decennio rischia di sfociare stavolta in una Grande Depressione. E mentre loro hanno accumulato enormi patrimoni personali, la gente comune perde il lavoro.
I membri del parlamento USA potevano convocare questi signori per fare due chiacchiere. E l'hanno fatto. Proprio ieri la commissione Servizi Finanziari ha fatto "testimoniare" (lessico da tribunale quanto mai appropriato) i banchieri sull'uso dei 176 miliardi di dollari di fondi pubblici già ricevuti. E' l'antipasto concesso da George Bush per evitare l'effetto domino dopo il caso Lehman Brothers, a cui seguirà il colossale piano Obama. Ma sembra che questi soldi vengano usati per le beghe interne, anziché prestarli alle imprese.
"L'America non si fida più di voi" è una delle frasi più gentili, da parte di un senatore del Massachusetts. Davanti alla commissione i capi di Citigroup, Bank of America, JP Morgan Chase, Goldman Sachs, Wells Fargo, Morgan Stanley, State Street e Bank of New York hanno sentito ben altro.
La Reuters dà conto di tutta l'audizione... pardon, "testimonianza".

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