I manager italiani della Silicon Valley aiutano le imprese innovative

In Italia, si sa, fare business con un'idea innovativa è difficile. Troppe resistenze burocratiche, poteri corporativi e deficit culturali: chi ha capitali da investire si orienta sulle iniziative meno rischiose, quelle che garantiscono rendite di posizione, margini limitati in settori sicuri, la partecipazione delle grandi imprese, la protezione del potere politico. Niente di più lontano dalle condizioni in cui si trova il tipico imprenditore innovativo.

Finita la stagione del Nuovo Mercato e dei fondi Kiwi di Elserino Piol, per fare impresa come si deve resta solo la possibilità di emigrare, come già fanno i ricercatori? Trasferirsi armi e bagagli dove si trova un finanziatore, in pratica a Londra o negli Stati Uniti?

Se questa è la soluzione classica, non è detto che sia l'unica. Alcune associazioni di manager italiani all'estero aiutano chi ha delle buone idee a presentarle come si deve nel luogo simbolo dell'innovazione mondiale: la Silicon Valley. Un interessante articolo del Corriere ne presenta tre. Mind the bridge, in particolare, organizza un concorso di idee i cui sviluppi vedremo tra poco: la scadenza per la presentazione dei progetti è il 4 settembre; i progetti vincitori, da portare in cerca di fortuna negli Stati Uniti, si conosceranno a ottobre.

Fare impresa in Italia trovandosi un business partner nella Silicon Valley, grazie all'intermediazione di un manager italiano all'estero. Ancora una volta ci dimostriamo, come individui, molto più avanti del sistema-paese. E ancora una volta gli uomini d'impresa italiani si rivelano più avanti della classe politica, che ancora fatica non già a realizzare, ma addiritura a focalizzare delle possibili politiche per l'innovazione.

Fonte: 
Corriere della Sera

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